Scudetto al Ronchi...Nettuno Elite sprecona e penalizzata dall'arbitraggio.
10 ottobre 2011
E’ svanito al
primo extrainning del match decisivo contro il Ronchi dei Legionari il sogno
scudetto del Nettuno Elite allievi. In una gara dura, intensa, in cui i giovani
di Sellaroli e Gualtieri hanno saputo soffrire, resistere al ritorno dei
friulani, andare a soli due out dallo scudetto, per poi vedere svanire il tutto in quel settimo
inning, quando ormai era già notte a Castenaso e le luci dei fari dello stadio
riuscivano solo ad illuminare quell’ultimo, ottavo punto, delle Pantere Nere di
Ronchi che voleva dire scudetto. Ha sprecato tanto il Nettuno Elite, lo diciamo
subito, ha avuto le occasioni per chiudere la gara e non c’è riuscito, ha
permesso, con le sue ingenuità, al Ronchi di rientrare in partita dopo che un
avvio veemente aveva lanciato sul 6-0 la squadra nettunese. Detto questo e di
quanto si possa recriminare per gli errori commessi, diciamo anche che sul
risultato non può non essere tenuta in considerazione la condotta dell’arbitro
di casa Caringella capace di espellere un giocatore dopo appena tre uomini
andati nel box dall’inizio della partita! Capace di far decidere una finale
intensa e appassionante dalle sue chiamate, ben tre basi per ball,
intervallate da un balk, al Ronchi del settimo e decisivo inning! Quello che ha
fatto rabbia è che si è vista una condotta di gara tutta a sfavore del Nettuno
Elite, con due pesi e due misure adottate in situazioni identiche di gioco.
Primo inning, con due uomini in base, una dritta del partente Cosoli colpiva al
gomito Federico Giordani, un impatto forte, doloroso, che, è normale, scatenava le urla di dolore dell’esterno
nettunese, anche qualche imprecazione, anche questo è normale si è in clima di
una finale, non facciamo i finti moralisti, chiunque avrebbe imprecato. Una
dritta in pieno gomito fa male! Dopo tre ore con il ghiaccio Giordani aveva
ancora i segni delle cuciture della palla sul braccio ed il gonfiore dell’urto.
L’arbitro Caringella espelleva Giordani, decisione assurda ad inizio partita
che scatenava le proteste del dugout nettunese. Caringella avrebbe dovuto
sistemarsi in diamante tra il lanciatore ed il battitore colpito, accompagnando
Giordani verso il cuscino di prima, come si insegna a tutti gli arbitri. Non
giustificare una espulsione con i due passi fatti da Giordani all’interno del
diamante. Stessa situazione con un battitore del Ronchi, colpito da Cestarelli,
il giocatore del Ronchi inveiva verso il lanciatore del Nettuno Elite ma
nessuna decisione arbitrale è stata presa! Le chiamate di balk, altra
situazione a due interpretazioni. Durante la prima partita, quella persa
dell’Elite contro il Cervignano, il rilievo Marten Gasparini effettuava il caricamento senza fermare il
movimento dopo aver messo la palla nel guanto. Dopo averlo fatto quasi in
continuazione, l’arbitro di casa Rossano andava sul monte di lancio a
riprendere Gasparini senza chiamare il balk. Giusto così, era una finale e bene
ha fatto l’arbitro a parlare al lanciatore prima di prendere una decisione. Nel
match tra Elite e Ronchi l’arbitro di casa Caringella alla prima occasione
chiamava balk, l’ha fatto con Cestarelli, l’ha fatto con Scirman, in entrambe
le circostanze in momenti cruciali dalla partita, proprio in quei due ultimi
inning decisivi. Ci chiediamo per quale motivo non c’è stata uniformità di
comportamento nei due casi. Allora se si doveva andare per regolamento e
chiamare subito e comunque il balk, questo atteggiamento doveva essere valido
per tutti. Dunque anche contro Gasparini andava chiamato subito il balk! Noi riteniamo giusto quello che ha fatto l’arbitro Rossano andando a far
presente al lanciatore che stava sbagliando il caricamento, proprio per non
incidere sulla partita con chiamate arbitrali e lasciare al gioco del baseball
la decisione su chi è più forte. Non crediamo che vincere uno scudetto con tre basi per ball ed un balk sia gratificante,
crediamo invece che è bello vincere girando il bastone! Andando a girare su una palla sul filo
interno, perché se passa è strike, anziché tenere la mazza al collo, tanto
l’arbitro sta chiamando solo ball! Tornando alle gare di finale, l’Elite
perdeva 8-3 il primo incontro con il Cervignano. Con Francesco Novaga partente
ed a sorpresa Tomasin per i Tigers anziché il forte Gasparini. La partita la
sbloccava Tiziano Scirman con un singolo che batteva a casa battisti, con due uomini in base e un
solo eliminato, l’Elite sprecava una occasione favorevole lasciando due
corridori in base. Non sprecava invece il Cervignano che ribaltava a suo favore
il match con tre punti nel terzo inning, sfruttando le indecisioni della difesa
nettunese, due errori ed una difesa imprecisa su due bunt dei friulani. Erano
un triplo di Sellaroli ed una battuta da quattro basi di Giordani ha riportare
sul 3-3 la partita. Nel quinto inning, una rilievo con una base per ball, un
colpito ed una valida concesse da Raffaelli, fruttavano al Cervignano i tre
punti del sorpasso. Saliva in pedana Marten Gasperini e per l’Elite non c’era
più nulla da fare, con ben 7 strikeout in tre inning, il forte lanciatore dei
Tigers portava i suoi al successo, incrementato con altri 5 punti tra il quinto
e sesto inning. Si andava al terzo match con il Ronchi in vantaggio avendo
vinto la gara d’apertura per 12-7 contro il Cervignano. Al Nettuno Elite
bastava a quel punto vincere con un punto di vantaggio concedendo al massimo
sei punti ai friulani. La partita, con
Alessandro Ciarla e Cosoli partenti, si metteva subito bene per gli allievi di
Sellaroli e Gualtieri con sei punti dopo due inning, nonostante l’incredibile
espulsione di Federico Giordani. Una assenza che nel lineup si è fatta sentire
per il resto della partita, con solo due valide, di Sellaroli e Ricci, battute
dal secondo al settimo inning. A
lanciare avanti l’Elite era un triplo di Simone Battisti che batteva tre punti
a casa in avvio di gara. Nella seconda parte del secondo inning la squadra
nettunese si complicava la vita e di fatto comprometteva la corsa verso lo
scudetto. Un errore di Battisti, un doppio di Frosutto ed una base per ball a
Corrain caricavano le basi. Alessandro Ciarla lasciava al piatto Bertossi e
Radin, ed arrivava con il conto di due strike su Puzzi. Ad un solo lancio dal
chiudere senza subire punti, Ciarla colpiva Puzzi, entrava il primo punto
forzato, poi il partente dell’Elite concedeva una base a Gargolet ed un singolo
a Cosoli ed i punti diventavano 4. Zotti batteva lungo al centro-sinistra tra
Spaggiari e Novaga spostato esterno centro al posto di Giordani, la presa al volo non arrivava e l’inning
d’attacco del Rochi riapriva il match con 5 punti prodotti. Botta e risposta
nel terzo inning e gara sul 7-6, risultato che comunque andava bene all’Elite
per cucirsi lo scudetto sulle casacche. Andava sulla pedana di lancio Sergio
Cestarelli che dopo il punto subito nel terzo attacco dei friulani, propiziato
da un altro errore difensivo e dal balk chiamato dall’arbitro, controllava
benissimo il quarto e quinto inning che erano i due che alla fine risulteranno
decisivi a sfavore dell’Elite. Perché proprio nel quarto e quinto attacco si
lasciavano tre corridori in base, in quel momento una mazza come quella di
Giordani poteva sicuramente cambiare le sorti di uno scudetto. Nonostante
questo l’Elite iniziava la seconda parte del sesto inning con il risultato
giusto per vincere il tricolore, ma senza fare i conti con un arbitraggio che a
quel punto aveva reso sempre più stretta la zona dello stirke. Base per ball a
Bertossi, tre strike di Cestarelli lasciavano al piatto Radin, mancavano solo
due out allo scudetto. Ancora una base per ball su Puzzi, i fili interni di
Cestarelli erano completamente ignorati da Caringella a casa base. La doppia
rubata portava i due corridori in terza e seconda base. Una battuta in diamante
di Gargolet era raccolta da Ciarla ma la palla cadeva e perdeva l’attimo per
l’eliminazione a casa base, gara ancora in parità. Il settimo punto del Ronchi
non era una condanna definitiva per l’Elite perché a quel punto si andava agli
extrainning ed il coefficiente dei punti subiti rispetti al Cervignano
diventava comunque a favore del Nettuno in virtù degli inning giocati. Inizio
settimo, base per ball a Ciarla, sacrificio di Spaggiari e base intenzionale a
Cestarelli. Con due uomini in base ed un solo out l’Elite sprecava ancora
lasciando due corridori in base. Andava in pedana Tiziano Scirman per il
settimo attacco dei friulani. Una base per ball, una chiamata di balk, una base
intenzionale chiamata per forzare il gioco ed il Rochi metteva due uomini in
base. Un lancio pazzo li faceva avanzare, poi altri quattro ball caricavano i
cuscini. Altri quattro consegnavano l’ottavo punto e lo scudetto al Ronchi dei
Legionari. Amarezza ma anche consapevolezza che si è lavorato bene soprattutto
per il futuro nelle parole del manager Massimo Sellaroli:”Abbiamo fatto tanti
errori, e nonostante questo eravamo arrivati agli ultimi tre out della partita
con lo scudetto in mano, ci abbiamo messo molto del nostro per perdere questo
campionato ma non c’è dubbio che c’è stata una conduzione arbitrale non degna
di una finale di questo spessore. Non si può privare una squadra del suo più
temibile battitore e ottimo difensore dopo neanche un inning di gioco, solo
perché ha fatto due passi nel diamante dopo essere stato colpito. Siamo arrivati a questa finale in condizioni
difficili – continua Sellaroli – Ciarla con una mano fratturata e due giocatori
importanti come Giordani e Scirman sotto cura di antibiotici, abbiamo fatto il
massimo e sicuramente potevamo fare meglio. Resta il fatto che questa squadra
ha fatto una stagione stupenda, arrivando in finale contro tutti, non dimentichiamoci
che chiunque ci ha affrontato in questi playoff ha sempre schierato contro di
noi i migliori lanciatori. Anche il Cervignano, per fare questa scelta tattica
ci ha rimesso uno scudetto, scegliendo di far lanciare i migliori contro di noi
hanno preso 12 punti dal Ronchi. Abbiamo perso ma andiamo avanti con il nostro
lavoro, noi li in finale ci siamo sempre e questo è quello che conta. Gli altri
sono meteore che oggi vincono e poi non li ritroviamo più tra le nostre
avversarie negli anni seguenti. Anche quest’anno eravamo in finale e ci proveremo anche l’anno prossimo perché
questa squadra sta crescendo e durante la stagione è migliorata costantemente”.
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