Alfonso Gualtieri analizza la stagione 2009
16 novembre 2009
Periodo di off-season per il baseball nettunese, quindi quale migliore occasione per fare un bilancio, per analizzare tutto quello che è successo nella stagione appena finita. Lo fa il Presidente dei Lions Alfonso Gualtieri, in questa lunga intervisa in cui analizza senza peli sulla lingua cosa è andato bene, ma soprattutto cosa non ha funzionato in questo 2009. "La stagione appena conclusa è stata brillante per noi dei Lions, sia dal punto di vista dei risultati che da quello dello sviluppo del movimento. Ma non uso le vittorie di quest'anno per mascherare i difetti e le mancanze ancora vistose. Io sono abituato ad iniziare una stagione e pensare anche a quella successiva, programmo e quindi dico che è vero che si è vinto tanto con ben 5 scudetti giovanili, ma dico anche che la prossima stagione potrebbe essere una stagione deludente dal punto di vista tecnico. Guardiamo la categoria Ragazzi - continua Alfonso Gualtieri - vedo una carenza tecnica ed anche numerica di giovani. Questo mi preoccupa". E' un discorso quello di Gualtieri che mette sotto accusa la programmazione all'interno della Franchigia:"Il modo di lavorare a Franchigia va bene, serve a creare un gruppo di giocatori che siano i migliori nella rispettiva categoria, ma nello stesso tempo questo può essere un limite. Il dover mettersi insieme per fare una squadra forte può essere un segno di debolezza e di regresso rispetto al passato, quando il segnale da Nettuno era di grande forza con tutte le squadre delle diverse società". Effettivamente da sempre il settore giovanile del Nettuno vaceva bottino pieno di scudetti, alternando le società che portavano a Nettuno i vari tricolori. A tutti gli effetti la fase regionale dei campioneti, proprio per la presenza di tutte le società di Nettuno con i loro effettivi giocatori, e non con una squadra portante e le altre a fare da comprimarie, era una fase molto difficile che rodava per bene quella che poi andava a giocarsi gli scudetti. Oggi, basta vedere proprio i Lions Ragazzi, si vince senza problemi la fase regionale senza giocare partite di alto livello, per poi trovarsi a dover giocare una lunga serie di tornei estivi per preparare al meglio la fase nazionale che assegna lo scudetto."E' così, quì a Nettuno, da sempre c'erano almeno due o tre squadre forti per categoria, che potevano giocare tra loro -dice Gualtieri - e quella che si qualificava poi regolarmente vinceva il campionato, ma le altre erano comunque all'altezza di chi portava lo scudetto a Nettuno. Se oggi faccio un paragone tra la nostra squadra Ragazzi e le altre vedo un vuoto. Questo vuol dire che produciamo meno prospetti rispetto al passato, ed è preoccupante. Per questo dico di non farsi abbagliare da questi cinque scudetti vinti, certo vincere porta prestigio e lustro allo sport nettunese, a tutta la città. Ma compito nostro di dirigenti è quello di guardare oltre, analizzare e ripeto, cosa fondamentale programmare. Altrimenti si andrà verso un impoverimento tecnico del baseball, e questo, quì a Nettuno, non ce lo possiamo permettere". Questo vale per noi, ma anche per il resto del movimento in Italia, perchè cinque scudetti a Nettuno vuol dire che fuori da quì c'è poco". L'analisi di Gualtieri continua proprio sul campionato Ragazzi, quello appena vinto dai Lions:"Raramente abbiamo trovato una squadra che ci ha messo in difficoltà ed io ho sempre ritenuto, alla vigilia della stagione, che la nostra una squadra non partiva per vincere il campionato. Ho sempre sostenuto che avevamo una squadra corta, con tutti elementi bravi, ma non un roster lungo. Una finale con quattro squadre e con la necessità di avere disponibili almeno 6 o 7 ragazzi in grado di lanciare ci ha favorito, le altre avevano al massimo uno o due elementi bravi a lanciare. Quindi una classica finale a due, sinceramente non so come sarebbe finita, questo deve far riflettere". Da questa onesta e cristallina analisi si deduce che parlando di Franchigia le cose vanno quindi riviste? "Se la franchigia è supportata da tutti ha un grande valore, e quando dico supportata intendo che ci vuole una programmazione sostenuta da tutti. I programmi saltano quando qualcuno inizia a tirare il carretto dalla propria parte, io dico che fatto un accordo poi bisogna portare avanti l'attività durante l'anno - continua Alfonso Gualtieri - con il confronto, parlandoci, incontrandoci, analizzando quello che succede durante la stagione tutti insieme. Purtroppo questo non accade perchè qualcuno non vuole fare qualche passo indietro, si deve scendere dal piedistallo a confrontarsi con tutti, se poi si hanno rancori personali si devono mettere da parte per il bene della franchigia. Se non si è capaci di fare questo è meglio farsi da parte". Dunque programmare insieme e portare avanti la stagione insieme:"Programmare è alla base di tutto, magari ti condiziona, e ti fa rinunciare anche a qualche risultato oggi, ma sicuramente domani raccogli tutto il frutto del lavoro. C'è invece chi pensa che mettere le squadre in campo e vincere sia l'unica cosa che conta, non è cosi, se dietro alle vittorie non si costruisce altro. Ecco quest'anno mi sembra come se abbiamo mangiato tutto, ci siamo saziati, ma domani? Cosa abbiamo costruito per dare continuità a questi risultati? Dietro non vedo valori tecnici che equivalgono quelli dell'attuale stagione". Attualmente qual'è il rapporto tra i Lions ed il vertice della franchigia, con la Danesi Nettuno:"Io ho sempre parlato chiaro con la dirigenza del Nettuno, facendogli notare che in dieci anni di attività abbiamo portato tre giocatori nel roster della prima squadra, Mirco Caradonna, Ennio Retrosi e Raffaele Medoro. E ci sono altri in rampa di lancio, come De Donno, Montecchi, Lionetti. Insomma abbiamo lavorato in un certo modo, e mi metto a loro disposizione per qualsiasi cosa. Quindi dopo essere stati bistrattati per molti anni, e sembrava quasi che i Lions non facevano baseball a Nettuno, oggi in molti si devono ricredere e spero che anche il Nettuno si sia ricreduto di questo. Il nostro lavoro ora sta pagando e noi continueremo su questa strada". Il futuro, i Lions saranno ancora nella franchigia? O andranno avanti da soli? "Di certo non me l'ha ordinato il dottore di stare nella franchigia, il discorso è che così come è oggi non fa bene a nessuno, forse fa bene al risultato in se per se, serve per dire abbiamo vinto, ma è una magra consolazione secondo me visto chi sono stati gli avversari. Bisogna invece creare un gruppo che lavora tutto l'anno insieme - continua il presidente dei Lions - senza avere chi prende decisioni affrettate, senza confrontarsi con gli altri. Noi ad oggi ancora non sappiamo cosa faremo nella prossima stagione, con che squadre andremo in campo, c'è troppa improvvisazione e così non va bene. Se le cose restano così potrebbe succedere che i Lions escono dalla franchigia e continueranno a curare i rapporti con la Danesi Nettuno autonomamente".
Di Giovanni Colantuono
Torna all'elenco delle notizie